Sostituire la scheda madre
Quando il Pc inizia a mostrare i segni del tempo l’aggiornamento più efficace ed economicamente conveniente è la sostituzione della scheda madre con un modello più recente, capace di gestire nuove Cpu e schede di espansione.
Se per installare una scheda o un modulo basta un cacciavite qualsiasi, per sostituire la scheda madre bisogna usare gli attrezzi giusti.
Le viti e i supporti su cui intervenire sono molti, e usando gli attrezzi sbagliati è facilissimo fare danni:
basta lasciar scappare la punta del cacciavite sul circuito stampato della scheda, o dimenticare una vite sotto il circuito.
Prima di iniziare, procurarsi:
un cacciavite con testa a croce magnetico con stelo lungo
una pinza da elettricista a becco stretto
un contenitore per le viti
e un pennello per spolverare.
I Pc Hp e Dell usano viti con testa a sei punte :
se necessario, procurarsi l’apposito cacciavite senza tentare di adattarne uno a lama piatta.
I produttori di schede madri raccomandano di indossare un braccialetto antistatico mentre si manipolano schede e moduli.
Questo attrezzo, sempre più difficile da reperire perché le protezioni antistatiche integrate nelle schede elettroniche recenti lo rendono quasi sempre inutile.
Ciò non significa però che è possibile dimenticarsi completamente dell’elettricità statica:
non indossare indumenti (di lana) che creano facilmente scariche elettrostatiche e non eseguire il lavoro in locali con pavimento in moquette e aria molto secca.
Verifica iniziale
Per evitare brutte sorprese, prima di acquistare i nuovi componenti è importante controllare attentamente lo stato del Pc e il tipo di tecnologie utilizzate, in modo da prepararsi all’intervento con tutto il necessario.
Spesso per installare la nuova scheda madre nel telaio del Pc e allacciarla ai cavi servono alcuni accessori di montaggio.
La prima verifica riguarda il pannello posteriore del cabinet, dove si affacciano i connettori della scheda madre.
Normalmente la nuova scheda madre ha connettori disposti diversamente dalla vecchia, quindi i fori del pannello non coincidono.
In questa situazione, per aggiornare il Pc con successo deve essere possibile smontare o staccare il pannello di lamiera rettangolare che racchiude le forature per i connettori.
La sua forma è standardizzata dalle specifiche Atx e il nuovo pannello di chiusura fa parte del corredo della scheda madre.
Se il pannello manca, per esempio perché la scheda madre che si vuole montare è di seconda mano, il pannello si acquista in un negozio di computer oppure da un laboratorio di assistenza prima di iniziare l’aggiornamento del computer.
Non è possibile montarlo dopo aver assemblato il Pc:
per inserirlo nel telaio si dovrà nuovamente smontare la scheda madre.
Se il telaio del computer non ha un pannello removibile per i connettori della scheda madre, probabilmente non è in formato Atx e quindi non è aggiornabile:
oltre alla scheda madre, bisogna sostituire tutto il cabinet.
Viti, rondelle e distanziali per computer non si trovano nei negozi di ferramenta perché hanno dimensioni e forma particolari, perciò al momento dell’acquisto della nuova scheda madre è bene chiederne qualcuno:
è utilissimo quando la nuova scheda madre ha più fori di fissaggio di quella da sostituire, o se qualche vite va persa durante lo smontaggio .
Un altro aspetto da controllare con molta attenzione è l’alimentatore.
Se è marchiato Dell, deve essere sostituito:
il connettore che si allaccia alla scheda madre ha la stessa forma di quello dei normali Pc, ma i contatti hanno una disposizione differente e se collegati a una scheda madre standard per Pc la possono danneggiare.
Quando l’alimentatore ha una potenza sconosciuta o inferiore a 300 W, verificare i requisiti della nuova scheda madre.
La maggior parte delle schede madri e schede grafiche recenti funziona in modo stabile solo quando l’alimentatore ha una potenza di almeno 300 Watt, e si blocca o riavvia spontaneamente se collegata agli alimentatori da 235 Watt popolari fino a pochi anni fa.
Bisogna inoltre controllare il tipo dei cavi di alimentazione per la scheda madre che escono dall’alimentatore.
Se l’alimentatore è di tipo At nella scheda madre s’innestano due connettori a sei contatti in linea:
questo tipo di alimentatore non è utilizzabile con le schede madri recenti.
La maggior parte degli alimentatori si collega alla scheda madre con due o più connettori, di cui il più grande ha 20 contatti.
Questo tipo di connettore s’innesta meccanicamente anche nelle nuove schede madri che impiegano 24 contatti, ma solo se la scheda madre ha un connettore aggiuntivo in cui innestare un cavetto per periferiche;
se manca il connettore ausiliario e il manuale della nuova scheda madre non dà altre indicazioni, sarà necessario sostituire l’alimentatore.
A volte la nuova scheda madre ha un connettore di alimentazione aggiuntivo quadrato a quattro contatti, in cui normalmente s’innesta un apposito cavetto dell’alimentatore.
Se l’alimentatore del Pc è di tipo superato e non ha questo connettore, non è necessario cambiarlo:
esistono infatti cavetti adattatori che ricavano il connettore quadrato (a 12 volt) dai connettori per periferiche interne.
Per finire, se la nuova scheda madre integra le funzioni di alcune schede di espansione che non saranno più utilizzate (per esempio, la scheda video) bisogna procurarsi le staffe di chiusura per gli slot da lasciare vuoti.
Se la nuova scheda è più grande di quella da sostituire, serviranno anche i distanziali da applicare al telaio per i fori di fissaggio in più.
Con la scheda madre bisogna ricevere il manuale o foglietto d’installazione, indispensabile per collegare i cavi correttamente.
Consigliamo di controllarlo prima dell’acquisto:
se ci sembra incomprensibile, questo è il momento migliore per farsi spiegare il significato dei ponticelli di configurazione e la posizione più adatta al proprio hardware.
Preparazione allo smontaggio
Una volta ottenuti tutti gli accessori di montaggio necessari, si inizia l’aggiornamento eseguendo il backup del contenuto dell’hard disk.
Al termine dell’operazione sarà quasi inevitabile eseguire la reinstallazione completa di Windows per abilitare le nuove funzioni della scheda, quindi senza il backup si corre il rischio di perdere i dati.
Se il sistema operativo è Windows 2000 o Xp, si può fare un tentativo per evitare la reinstallazione.
Prima di spegnere il Pc per l’ultima volta con la vecchia scheda madre, richiamare la Gestione Periferiche dall’icona sistema del pannello di controllo e selezionare la riga relativa al controller Ide, che normalmente indica la specifica marca di chip installato nella scheda madre.
Richiamare le proprietà e avviare la procedura guidata di aggiornamento driver.
Selezionare l’installazione da un percorso specifico (per esperti) e alla schermata successiva selezionare la voce “non effettuare ricerca”.
Facendo clic su avanti sarà mostrato l’elenco dei driver compatibili con l’hardware, dove figura anche una voce chiama- ta “controller standard PCI IDE”.
Selezionarla, completare la procedura e chiudere Windows.
Se non si prende questa precauzione, l’hard disk ricollegato alla nuova scheda madre non potrà avviare Windows, che si fermerà durante il caricamento con una schermata blu intitolata “inaccessible boot device”.
Selezionando il driver Ide generico, con un pizzico di fortuna Windows supererà lo scoglio e inizierà a riconoscere automaticamente le periferiche della nuova scheda madre, scongiurando una reinstallazione da zero.
Questa precauzione è chiaramente inutile se con l’aggiornamento della scheda madre si esegue anche quello del sistema operativo, passando per esempio da Windows 98 a Xp.
Dopo aver spento il Pc si possono scollegare i cavi e aprire il coperchio.
Annotare la posizione originale e l’orientamento di tutte le schede e connettori interni, per poter ripristinare la situazione originale in caso di necessità.
Bisogna prestare molta attenzione ai piccoli cavetti che portano al pannello frontale, perché normalmente l’orientamento e la posizione non sono ben contrassegnate sulla scheda madre.
Estrazione della vecchia scheda madre
È arrivato il momento di smontare la scheda madre:
iniziare coricando il computer sul fianco (se è di tipo minitorre), in modo che la scheda madre sia orizzontale.
Quando il cabinet è minitorre, il cestello delle periferiche frontali va tolto per recuperare sufficiente spazio di manovra.
Scollegare tutti i cavi piatti e quelli dell’alimentatore, poi estrarre delicatamente le schede di espansione, svitando la vite di fissaggio della staffa e afferrandole per i bordi senza toccare il loro pettine di contatti.
A volte la scheda grafica è trattenuta da un fermaglio agganciato al connettore dello slot, che va rilasciato per poterla estrarre.
I moduli di memoria Dimm si estraggono dalla scheda madre solo se ostacolano lo smontaggio;
negli altri casi è più pratico e sicuro toglierli dopo aver smontato la scheda dal telaio.
Si sganciano in due modi diversi, in accordo al tipo di zoccolo.
Quando le alette di sblocco laterali sono di grosse dimensioni bisogna spingerle delicatamente, per sollevare il modulo che sarà così scalzato dalla leva sottostante.
Quando le alette sono piccole svolgono solo una funzione di ritegno:
si afferra il modulo al centro e si estrae verticalmente.
I moduli di memoria che non servono più dovrebbero essere lasciati sulla vecchia scheda madre sino al momento dell’eventuale riutilizzo per altri scopi, come il vecchio processore:
è il modo migliore per proteggerli dalle scariche elettrostatiche.
Nello svitare le viti di fissaggio della scheda madre è importante verificare se il distanziale sottostante è rimasto saldo nella sua sede.
Se si svita assieme alla vite, fare attenzione a non lasciar flettere la scheda madre:
la tensione meccanica può rompere il dielettrico dei condensatori ceramici Smt.
Le precauzioni sono superflue solo quando la scheda madre vecchia è guasta e va comunque scartata.
I distanziali poco saldi dovranno essere fissati meglio al telaio prima di montare la nuova scheda madre, eventualmente bloccandoli con una goccia di colla.
Nei Pc con telaio compatto la scheda madre si sfila dal cabinet spingendola orizzontalmente nella direzione del pannello frontale, in modo da disimpegnare i connettori posteriori, quindi si solleva dal lato più vicino al pannello posteriore.
Altri cabinet hanno la scheda fissata su un telaio secondario che scorre o si ribalta svitando alcune viti.
Per facilitare l’operazione, può essere necessario sganciare il dissipatore di calore dalla Cpu.
Se la motherboard è trattenuta da distanziali plastici, per sganciarli dal telaio si usa con cautela la pinza oppure si fa scorrere la scheda madre lungo le guide.
Le viti si devono svitare con un cacciavite a croce della giusta misura, perché gli strumenti impropri (per esempio i cacciaviti a lama) potrebbero facilmente sfuggire di mano distruggendo le schede.
Appoggiare le viti al sicuro in un contenitore, per evitare di perderle.
Preparazione del telaio
Prima di montare la nuova scheda madre, il telaio del Pc ha bisogno di una pulizia a fondo con pennello, aspirapolvere o aria compressa.
Quando si usa l’aria compressa, non giocare con le ventole di raffreddamento dell’alimentatore e del cabinet, e se possibile tenere bloccata con un dito la girante.
Se le pale girano vorticosamente per effetto del getto d’aria, la forza controelettromotrice generata dagli avvolgimenti del motore può bruciare i transistor Mos del circuito di controllo, guastando la ventola.
Inoltre, prima di pulire il telaio con l’aria compressa bisogna smontare l’unità ottica Cd/Dvd:
la polvere può spingersi al suo interno, sporcando il pick-up laser.
Prima di inserire la nuova scheda madre nel cabinet, controllare la posizione dei fori di supporto e adeguare la posizione e il numero dei distanziali a quelli richiesti dalla nuova mainboard.
Bisogna inoltre togliere la mascherina posteriore per i connettori e sostituirla con quella a corredo della scheda madre.
Infine, smontare tutte le staffe di chiusura degli slot per facilitare l’inserimento.
Preparazione della scheda
Si risparmia tempo e fatica inserendo la Cpu e il suo dissipatore di calore nella scheda madre prima di rimontarla nel cabinet.
Nell’inserire il chip della Cpu nello zoccolo è importante non toccare con le dita i suoi contatti, perché la sporcizia e le scariche elettrostatiche potrebbero danneggiarlo.
Controllare con cura l’allineamento prima spingere la Cpu nello zoccolo.
Se la Cpu ha piedini sporgenti, verificare che siano diritti e raddrizzarli con una pinzetta da orologiai o con un cacciavite a lama piatta.
In alcune schede madri, soprattutto Pentium 4, è necessario inserire una parte del sistema di ritegno della Cpu sulla faccia inferiore scheda madre per poter agganciare il dissipatore di calore.
Per facilitare il controllo dell’aderenza tra dissipatore e Cpu conviene montare il dissipatore di calore prima d’inserire la scheda madre nel Pc.
Il dissipatore si monta successivamente solo quando è molto grande e ostruisce i fori di fissaggio della scheda madre.
Tensioni e frequenze di lavoro del processore sono configurate automaticamente dal Bios, ma in alcune schede madri vecchie è necessario spostare jumper o cavallotti indicati nel manuale d’installazione.
Qui si trovano le tabelle che descrivono la posizione adatta a ogni modello di Cpu.
Inserimento della scheda
Prima d’inserire la scheda madre si controlla la forma delle piazzole di contatto sulla sua faccia inferiore, attorno ai fori di fissaggio.
Quando i distanziali metallici del telaio sono più larghi delle piazzole è indispensabile inserire una rondella isolante tra distanziale e scheda, altrimenti il distanziale potrebbe cortocircuitare qualche pista causando un malfunzionamento.
Per inserire la scheda madre al suo posto, compiere il movimento opposto a quello fatto per estrarre la vecchia.
Nell’inserimento, prestare la massima attenzione alle lamelle della mascherina posteriore che sporgono verso l’interno del Pc:
devono appoggiarsi sopra e all’esterno dei connettori, non al loro interno.
Se una lamella s’incastra dentro al connettore di rete Lan o a una porta Usb, dando tensione al computer potrebbe rompersi il circuito che controlla la porta.
Quando la scheda madre è in posizione, fissarla con una sola vite nel distanziale centrale, quindi lasciare la presa e assestarla delicatamente.
Controllare le parti del telaio che coprono gli angoli della scheda madre, soprattutto quando la nuova scheda è più grande della vecchia.
Deve essere possibile inserire i moduli di memoria;
se le periferiche interne ostruiscono connettori e slot sarà necessario spostarle prima di proseguire l’operazione.
Inserire tutte le viti di fissaggio ma non serrarle a fondo, per lasciare alla scheda madre una piccola libertà di movimento.
Collegare i cavi
I primi cavi da ricollegare sono quelli per le spie e i pulsanti sul pannello frontale, che s’inseriscono nella posizione descritta sul manuale della scheda madre.
I connettori per le spie hanno un verso da rispettare, ma si può verificare in seguito:
quando le spie restano spente durante il primo collaudo, basterà rovesciare il loro spinotto di collegamento.
I cavi a nastro hanno un verso d’inserzione obbligato, e tentando di inserirli al contrario offrono molta resistenza:
non forzare, ma provare a girarli.
Con la scheda madre nuova è fornito un kit di cavi per le periferiche interne.
Si devono utilizzare al posto dei cavi già esistenti, anche se sono dello stesso tipo:
i cavi vecchi potrebbero essere ossidati internamente.
I cavi piatti devono essere ripiegati con cura per non bloccare il flusso d’aria interno.
Non lasciare cavi liberi davanti alla ventola della Cpu, che potrebbero bloccarla e rendere il Pc inaffidabile;
inserire l’eccesso di cavo nei vani per le periferiche frontali o fissarlo al telaio con fascette autobloccanti.
Il cavo del disco fisso C dovrebbe essere collegato al pettine Eide primario della scheda madre, e quello del Cd-Rom al pettine Eide secondario.
Se riaccendendo il computer la spia del floppy drive resta accesa fissa bisogna girare il connettore del suo cavo piatto a una estremità;
se il Pc non parte è invece rovesciato uno dei cavi piatti del disco fisso.
Recentemente si utilizzano soprattutto hard disk di tipo Sata (Serial Ata), che hanno un piccolo cavo con due soli connettori:
il disco C va collegato al connettore Sata marchiato con il numero più basso, normalmente Sata0 o Sata1.
In alcune schede madri uno o più pettini Sata sono riservati all’utilizzo in modalità Raid, e vengono gestiti attraverso un setup Bios separato.
Per questo motivo non bisogna collegare il cavo Sata dell’hard disk al primo connettore libero, ma consultare il manuale o la serigrafia della scheda madre per connetterlo nella posizione più adatta.
Il collegamento più delicato riguarda i cavetti per pulsanti e spie del pannello frontale.
La funzione di ogni cavetto è normalmente stampata sul suo connettore, ma in assenza di indicazioni ci si può basare sugli appunti presi prima di smontare la vecchia scheda madre.
Posizione e orientamento dei cavetti sono indicati nel manuale della scheda madre e sulla serigrafia del circuito.
Inserimento delle schede
Le schede di espansione e di memoria sono gli ultimi componenti da montare.
Quando la scheda madre supporta la tecnologia a doppio canale è importante inserire i moduli di memoria nel giusto ordine, che normalmente corrisponde a un riempimento alternato negli zoccoli.
In caso di dubbi si deve consultare il manuale o il sito Web di supporto.
La scheda grafica è l’ultima espansione da inserire, perché normalmente è la più ingombrante.
Per facilitare il suo raffreddamento bisogna (se possibile) lasciare vuoto lo slot di espansione adiacente.
Trattenere con una mano la scheda madre se si flette eccessivamente durante l’inserimento delle schede.
Dopo aver inserito le schede di espansione si possono serrare a fondo le viti di fissaggio della scheda madre, senza però esagerare per evitare di deformare i distanziali.
Al termine controllare di nuovo se la scheda grafica si è spostata:
basta un disallineamento dovuto a imprecisioni del cabinet per mandare in cortocircuito con i distanziali del telaio una pista sul lato inferiore della scheda madre.
Quando la scheda grafica tende a uscire dallo slot, piegare a mano la sua staffa per adattarla alle tolleranze del cabinet.
Serrare più a fondo la vite della sua staffa non serve:
se il telaio è storto, al primo spostamento del Pc la scheda salterà di nuovo via.
Per combattere questa tendenza si possono sostituire i distanziali di fissaggio della scheda madre con altri leggermente più alti.
Ricerca guasti
Prima di chiudere il coperchio del Pc e ricollegare i cavi di alimentazione, della tastiera e del monitor bisogna fare l’ultima verifica.
Tutti i cavi interni devono essere ben saldi nei loro connettori, le eccedenze devono essere ripiegate ordinatamente, le schede di espansione inserite a fondo negli slot, il dissipatore di calore della Cpu deve essere montato correttamente e il cavetto della ventola inserito nell’apposita presa della scheda madre.
Premere il pulsante di accensione:
la ventola della Cpu deve girare e dopo pochi secondi deve apparire sullo schermo la schermata del Bios.
Se l’alimentatore non si accende, controllare l’inserimento sulla scheda madre del cavetto marchiato “power” a cui fa capo il pulsante di accensione del pannello frontale:
potrebbe essere stato inserito nei contatti della spia Led di accensione, spesso marchiati con la stessa sigla.
Il difetto può dipendere anche da un errore nell’inserimento del cavetto che fa capo al pulsante di reset, dal cavo a nastro dell’hard disk inserito al contrario, o da un alimentatore di potenza insufficiente.
Se il computer si accende ma lo schermo resta nero e l’altoparlante emette dei beep o una frase in inglese, quasi sempre significa che le memorie Ram o la scheda grafica non sono montate correttamente o sono inadatte alla scheda madre.
Controllarle meglio, smontandole e reinserendole se necessario.
Se la spia del floppy drive resta sempre accesa, girare il connettore del suo cavo piatto sulla scheda madre.
Reinstallazione di Windows
La schermata di caricamento di Windows conferma che l’installazione di base è avvenuta correttamente.
Con un po’di fortuna il sistema operativo riuscirà ad avviarsi e a riconoscere almeno una parte dell’hardware della nuova scheda madre, ma in molti casi si blocca con una schermata di errore o con uno schermo nero.
La reinstallazione dal Cd-Rom originale è la cura migliore a questo problema, però si può tentare di evitarla disattivando l’impostazione del Bios chiamata Apic (non tutti i Bios hanno questa voce). Apic (Advanced Programmable Interrupt Controller) è il circuito che nelle nuove schede madri ha sostituito il chip 8259.
Windows carica file Hal (Hardware Abstraction Layer) distinti per Apic e per 8259, quindi una copia di Windows installata in modalità 8259 non può avviarsi con una scheda madre dove il circuito Apic è attivo:
manca il file Hal corrispondente.
Se Windows riesce ad avviarsi, è essenziale lanciare comunque il setup dei driver della nuova scheda madre, che normalmente sono più recenti e ottimizzati di quelli generici Microsoft.
Se il computer usa la versione Oem di Windows Xp, accanto all’orologio appare il simbolo delle chiavi che invita a ripetere l’attivazione del sistema operativo.
Lanciando la procedura guidata di attivazione tramite Internet, può apparire un messaggio che dice di contattare la hot-line telefonica:
le versioni Oem di Windows sono legate all’hardware del Pc, e l’attivazione automatica non è possibile quando si cambiano tre componenti chiave.
La scheda madre contiene più di tre componenti chiave, quindi per eseguire l’aggiornamento sarebbe necessario acquistare una nuova licenza di Windows Xp e ripetere in ogni caso l’installazione del sistema operativo con il nuovo product key.
Se il Pc è stato fornito con un Cd di ripristino con il logo del produttore del Pc, invece che con il Cd di Windows Xp Oem con l’ologramma Microsoft, spesso la reinstallazione su una scheda madre differente viene bloccata dal sistema di protezione già all’avvio del setup.
Alcuni software scaricabili da Internet aggirano il problema, ma non sono supportati né tollerati ufficialmente da Microsoft.
Verifiche finali
Quando tutto funziona regolarmente è possibile richiudere il coperchio e rimettere il Pc al suo posto, ma l’aggiornamento non è ancora finito.
Se accendendo il computer si sente un forte rumore di raschiamento, niente panico:
è solo un cavetto che si è impigliato nella ventola di raffreddamento del processore.
Basta riaprire il cabinet e fissare i cavi al telaio, possibilmente con fascette autobloccanti.
Il computer chiuso va lasciato acceso per alcune ore mentre sono in esecuzione programmi impegnativi, per esempio un benchmark della scheda grafica, per verificare la stabilità e soprattutto l’efficienza del sistema di ventilazione.
La temperatura raggiunta dalla Cpu e dalla scheda madre si misura con il programma Windows fornito a corredo di alcune schede madri, oppure entrando nel setup del Bios alla pagina “hardware monitor”.
Quella raggiunta dall’hard disk deve sempre rimanere minore di 60 gradi per evitare rovinosi blocchi del computer con perdita di dati.
Si consulta con un programma diagnostico come Sandra, dove è tra le voci relative alle informazioni Smart dei dispositivi Ata/Atapi.
La temperatura raggiunta dall’acceleratore 3d si può conoscere solo nei modelli di scheda grafica più evoluti, usando gli speciali programmi che si trovano nel Cd- Rom dei driver.
Non bisogna dimenticare di controllare la temperatura e il flusso dell’aria calda che esce dalle feritoie dell’alimentatore.
Soprattutto quando s’installano ventole aggiuntive sul pannello posteriore, l’aria che circola nell’alimentatore può diventare insufficiente al raffreddamento dei suoi componenti interni.
Se l’aria che esce dalle feritoie dell’alimentatore è poca e surriscaldata, verificare meglio il percorso dei cavi all’interno del Pc o aggiungere ventole frontali che forzano più aria nel cabinet.